venerdì 2 settembre 2022

Le Via della Pizza a Vittorio Veneto, Borgo del Gusto : la Pizzeria San Remo

 




I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa in occasione delle giornate di informazione di

Vittorio Veneto,Borgo del Gusto hanno deciso di rinnovare lo speciale itinerario che cinque anni orsono aveva portato all'inserimento della Città nei Percorsi Internazionali.


Così, in incognito, è stata visitata la nuova gestione della Pizzeria San Remo, in via Giulio Pastore 70.

Una lieta sorpresa, per davvero.

Fabio ha saputo dare una impronta eccellente al proprio lavoro : solo prodotti di alto profilo qualitativo, al 100% italiani

“ Realizzo impasti con farine di soia a lunga maturazione, leggeri e altamente digeribili. Abbiamo anche Prodotti GLUTIN FREE “


“La farina di soia è ricavata dalla lavorazione della pianta della soia. Questo prodotto non contiene glutine quindi è adatto per chi segue una dieta particolare come i celiaci. Davvero ottima per tutti quelli che seguono una dieta vegetariana, ricchissima di proteine, ottima per produrre pane, pizza e focacce miscelata in piccole percentuali alla farina di frumento.E’ ottenuta dalla macinazione dei semi della soia, appartiene alla famiglia delle “leguminose”, proviene dalla Cina dove già 5000 anni fà veniva coltivata per l’alimentazione umana. La soia insieme al riso, orzo, miglio e frumento è un vegetale prezioso e indispensabile.

Nei giorni odierni ne esistono diverse varietà, tra le più comuni c’è quella rossa, gialla e verde, utilizzate sia per l’alimentazione degli uomini sia come mangime per gli animali.Rispetto alle comuni farine di legumi, la farina di soia contiene amidi in quantità minori, questo la rende molto più digeribile.Tutte le persone che soffrono di diabete conoscono molto bene i benefici di questa pianta, pensate che il suo indice glicemico è pari a 25, mentre quello della farina di frumento arriva a 85. Ricchissima di proteine, presenta una composizione in amminoacidi essenziali completa rispetto agli altri legumi. “


Già la maturazione : quel passaggio fondamentale la cui errata interpretazione spinge,poi, all'uso

esagerato di acqua minerale nella fase di digestione delle pizze.


Poi vi sono gli ingredienti e i 'commenti', scelti con l'unico occhio possibile : la loro qualità.

“ Negli ultimi tempi- osserva Renzo Lupatin. Giornalista e presidente di Borghi d'Europa-, ci accade sempre più spesso di dover rinunciare a recensioni benevole. La pizza è un prodotto del made in Italy a tavola che non va maltrattato da pretesi acrobati o campioni del mondoi fasulli”.


“Un'ampia scelta di pizze per tutti i gusti, buona birra regionale alla spina e camerieri molto cordiali. “, recita una recensione che condividiamo appieno.


I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno così inserito la Pizzeria San Remo nella

Via della Pizza, il Percorso Internazionale che propone un circuito capace di organizzare e promuovere itinerari d’informazione per mettere a confronto idee, progetti, capaci di seguire il filo logico della valorizzazione rispettosa degli equilibri sociali culturali e ambientali dei territori di riferimento.

Sono previsti incontri e stages di informazione nei territori , per raccontare a giornalisti e comunicatori le storie dei borghi e delle loro culture.

Ogni ‘tappa’ tocca i luoghi, le storie, i protagonisti della filiera agroalimentare.


martedì 22 marzo 2022

La Via della Pizza : la Pizzeria Tre Stelle a Ogliano, nelle colline di Conegliano

 


 

Quando percorro la strada che unisce la località di Ogliano al centro di Conegliano, ogni volta non manco di farmi coinvolgere emozionalmente dalla bellezza del paesaggio collinare.

Si dirà, ci vuole poco.

E,invece, non è vero.

Il paesaggio è fatto di natura, cultura e persone.

Il motivo delle nostre visite a Ogliano ha un nome preciso : il ristorante pizzeria Tre Stelle.


La famiglia ha origine dalla Costiera Amalfitana, luogo, anch'esso, di bellezze e gusto senza pari.

Lo spostamento del locale dal centro di Conegliano alle colline, lo ha in un certo senso impreziosito, andando a valorizzare le risorse umane e professionali della famiglia.


"Il nostro locale – ci racconta Sara -, offre un ricco menù di oltre quaranta pizze rigorosamente stese a mano e cotte al forno a legna, come da antica tradizione. "


Così in un giorno qualsiasi, abbiamo avuto il piacere di degustare una pizza napoletana d'altri tempi,

semplicemente indescrivibile.


"La pizza napoletana- osserva Sara-, dalla pasta morbida e sottile, è la versione della pizza tonda preparata nella città di Napoli. Dal 5 febbraio 2010 è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita (STG) dell'Unione europea e nel 2017 l'arte del pizzaiuolo napoletano, di cui la pizza napoletana è prodotto tangibile, è stata dichiarata dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità."


La nostra cucina offre inoltre insalatone, piatti veloci, carni e diversi tipi di vino della zona rinomata Prosecco DOCG Conegliano/Valdobbiadene. "


Mi confesso : alla Pizzeria Tre Stelle vengo anche per degustare gli spaghetti aglio olio e peperoncino.

"La pasta aglio, olio e peperoncino è un primo piatto tipico della città di Napoli, una ricetta facilissima, veloce e gustosa, ma che va fatta sempre a regola d’arte, poichè l’insidia delle dosi sbagliate degli ingredienti è sempre dietro l’angolo. Per realizzare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino occorrono pochi ingredienti ma devono essere tutti di ottima qualità, a cominciare dall’olio che è il protagonista della ricetta. Le dosi di peperoncino e aglio sono importantissime, e vanno calibrate correttamente anche in base ai nostri gusti. La pasta deve essere saporita perché altrimenti sarebbe solo bollita, ma non deve neanche diventare immangiabile.

La pasta con aglio, olio e peperoncino è un piatto popolare e molto povero, ma anche saporito, e veniva preparata spesso per sfamare le famiglie nei periodi più complicati, e in cui entrava poco denaro.Un piatto buono e dal sapore inconfondibile, impreziosito anche con un tocco di colore dato da peperoncino e prezzemolo."




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domenica 19 dicembre 2021

I temi della sostenibilità : il sistema di cottura Cuppone1963 I

 


 a cura di Gianluigi Pagano


Cuppone1963 aveva partecipato a Trieste ad ESOF2020,Trieste Città Europea della scienza, proponendo una riflessione tecnico-scientifica sui sistemi di cottura del pane e della pizza.

“ Una partecipazione senza dubbio prestigiosa – osserva Renzo Lupatin, presidente della rete Borghi d'Europa-, una conferma dell'impegno dell'azienda

nel settore della ricerca e della innovazione.”

Per uno chef il forno è come per un violinista il suo violino: lo strumento che gli permette di esprimere al meglio la propria creatività. Perciò per tutti ad un certo momento si impone la scelta delle caratteristiche che questo strumento deve avere.

Prendendo in considerazione la tipologia di forni elettrici ed a Gas verifichiamo con uno specialista il tecnico dell’Azienda Cuppone, uno dei leader di mercato da più di trent’anni.

Non esiste il forno migliore in assoluto, ma solo lo strumento più adatto alle specifiche esigenze dello chef. In linea di massima il tipo a gas è più adatto a chi cerca una maggiore economia d’uso e non ha particolari esigenze di cotture “su misura”, ma vuole cotture abbastanza uniformi.

Per quanto ci riguarda abbiamo forni di diverse dimensioni, anche a monocamera sovrapponibile. In questo caso la variabile è data più che altro dalle dimensioni desiderate, oltre che dalla possibilità di dotazione di camino antivento.

Più vario invece il panorama dei forni elettrici, in quanto qui sono disponibili diverse variabili.

In questo caso partiamo da forni di più piccole dimensioni e più semplici, come quelli della serie Giotto, che tuttavia hanno un controllo elettromeccanico che consente di regolare in maniera indipendente la temperatura della camera e della platea, quindi sono usati sia in piccoli esercizi, sia come forno d’appoggio, ad esempio per pizzerie con forno a legna, per cucinare le altre pietanze.

Per chi invece ha maggiori esigenze disponiamo di forni più evoluti, come quelli della serie Tiepolo, monocamera o bicamera con capacità da 4 a 18 pizze. Questi rappresentano un ottimo compromesso tra performance elevate e costi contenuti ed hanno un sistema di controllo elettromeccanico con possibilità di impostare la temperatura della camera e la potenza dei due gruppi di resistenze (cielo/platea) in maniera differenziata.

Se poi si vuole giungere ad un livello di maggiore raffinatezza abbiamo la Serie Donatello, con sistema di controllo digitale che offre, oltre alla possibilità di impostare la temperatura della camera e la potenza dei due gruppi di resistenze (cielo e platea) in maniera differenziata da 0% a 100%, anche la programmazione cotture, l’ avvisatore acustico di fine cottura, l’accensione del forno programmabile o addirittura nella Serie Michelangelo il sistema di controllo Touch Screen e le funzioni PIROLISI, ECONOMY e RECUPERO VELOCE integrate, programmazione cotture, avvisatore acustico di fine cottura, timer settimanale, agenda.

Gli stessi requisiti si hanno anche nella Serie Caravaggio, forni di tipo angolare.

Ma il massimo della versatilità si ha nella serie Leonardo, con moduli monocamera sovrapponibili a controllo digitale, che permettono una grande flessibilità d’utilizzo ed ottimizzazione delle performance. Sono i plus del forno elettrico sovrapponibile digitale LEONARDO dotato di un sistema di controllo touch screen che consente di impostare la temperatura della camera e la potenza dei due gruppi di resistenze (cielo e platea) da 0% a 100% e di programmare le cotture e le accensioni settimanali. Sono inoltre Ideali per la cottura di pizze e focacce, abbinandolo ad un modulo con camera alta dotato di vaporiera consente anche la preparazione di prodotti di panificazione e pasticceria. Una versatilità preziosa per diversificare la produzione e ampliare la clientela. “


martedì 9 novembre 2021

Robert pizza, nei percorsi de Le Vie Europee della Pizza ( a Segusino) – La 'Trevisana', con la Porchetta Trevigiana del Salumificio Spader

 


Robert ha scoperto la passione per il mondo della pizza da giovanissimo, quando, pur frequentando

la scuola, alternava il proprio impegno con la presenza in una pizzeria del territorio.


Così un anno fa, in centro a Segusino.



Robert inaugurava la propria attività, spinto dall'orgoglio

di poter intraprendere una strada segnata dall'autonomia imprenditoriale.


Sempre sostenuto dai giovani genitori Mariana e Dan e dal fratello Cristian, Robert, forte delle proprie convinzioni ( Mettiamo il cuore nelle nostre pizze), ha saputo costruire un percorso di successo che lo ha portato a conoscere, presso il Salumificio Spader di Mosnigo, i giornalisti e i comunicatori

di Borghi d'Europa, impegnati a costruire il Percorso Internazionale I Mulini del Gusto e le Via della Pizza.


La visita ( rigorosamente in incognito) ci aveva detto che Robert cura la maturazione e la lievitazione dell'impasto, donando il tempo necessario per renderlo adatto alla digeribilità della pizza; l'uso di commenti e guarnizioni d'eccellenza (“ non si specula per qualche centesimo sulla qualità degli ingredienti”), una grande creatività e fantasia nelle proposte.


“Cerchiamo di offrire prodotti di qualità a partire dalle materie prime che selezioniamo con cura e lavoriamo con passione. Da anni siamo nel settore della ristorazione e siamo riusciti ad acquisire un bagaglio di esperienza che ogni giorno riversiamo in ciò che proponiamo ai nostri clienti.

Vieni a trovarci e potrai assaporare non solo le nostre pizze, ma tutto il lavoro che sta dietro alla preparazione di quello che è uno dei prodotti Italiani per eccellenza.”


Il primo appuntamento si è occupato delle pizze 'geolocalizzate'. Robert ha interpretato la Trevisana : pomodoro,mozzarella,radicchio di Treviso e porchetta alla Trevigiana del Salumificio Spader.


Come specialità trevigiana la porchetta nasce solo nel 1919, tenuta a battesimo da Ermete Beltrame nella sua birreria sotto il Palazzo dei Trecento a Treviso.

La porchetta trevigiana si presenta come una specie di prosciutto ottenuto da un maiale che abbia meno di un anno, può essere con ossa o disossata, ma sempre a forma cilindrica. Presenta internamente una colorazione bianchiccia, con delle parti in cui è evidente la speziatura, mentre esternamente si presenta dorata.

Un buon bicchiere di prosecco col fondo di Luigi Comarella di Valdobbiadene ha accompagnato

la degustazione.


È molto fragrante, saporita e gustosa e può essere arricchita di altri sapori e, soprattutto negli ultimi tempi, riprendendo la tradizione in auge nel Rinascimento, la cultura e la bravura di numerosi cuochi sa regalare risultati di grande interesse. A soddisfazione dei buongustai ricordiamo che la porchetta non è un alimento grasso, poiché nella fase di cottura i grassi vengono sciolti dal calore e raccolti in leccarde o in speciali vaschette. Una volta pronta, la porchetta va servita fredda e, nonostante sia (deve essere) priva di additivi e conservanti, rimane saporita e fragrante almeno per due settimane se mantenuta in luogo refrigerato.


I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno deciso di inserire Robert nel Percorso

Internazionale Le Vie della Pizza, a conferma che il buon giornalismo sa dare spazio non soltanto

ai soliti noti, ma ai giovani talenti (autentici) della filiera. 

domenica 17 novembre 2019

Le farine di Terre del Mare del Delta del Po a Borghi d'Europa


Sara Bertarelli presenta alla pizzeria Luppolo Selvatico di Pero di Breda di Piave (in occasione
delle iniziative di informazione promosse da Borghi d'Europa), la farina di grano tipo 1
biologico, prodotta col marchio La Terra del Mare, nata dal desiderio di valorizzare un prodotto
del Delta del Po,seminato e racciolto dai soci della cooperativa
Co.S.V.A. di Porto Tolle.
" Il grano tenero Bio selezionato, viene esclusivamente macinato a pietra in modo da
mantenerne integre le proprietà.La farina ottenuta, tipo 1 semi integrale, non viene 
trattata con alcun tipo di additivo, miglioratore e conservante, così gusti, profumi e 
aromi portano il sapore pieno del nostro territorio.Il mulino a pietra, per quanto 
possa macinare il grano più o meno finemente non produrrà mai una farina 
raffinatissima tipo 00 ma sempre una tipo 1, 2 e integrale: una farina cioè non 
bianchissima e neppure impoverita delle sue sostanze importanti come proteine, 
vitamine (B1, B2, PP, B6), magnesio, calcio e altri sali minerali.Il germe di grano 
viene mantenuto nella nostra farina, è l’embrione, ovvero la parte fondamentale 
del seme, da cui nasce e cresce la pianta ed è quindi un vero e proprio concentrato di 
sostanze nutritive come vitamine del gruppo B e del gruppo E, aminoacidi, sali 
minerali, proteine e grassi “buoni”. "
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Gli ortaggi di Nonna Carla alla pizzeria Luppolo Selvatico


Alessandro Ramon, nume tutelare della pizzeria Luppolo Selvatico di Pero di Breda di Piave,
interpreta le pizze con gli ortaggi dell'azienda agricola Nonna Carla di Cavriè di San Biagio
di Callalta, giusto a un tiro di schioppo dal  proprio locale.
L'azienda è a conduzione familiare ed effettua da più di vent'anni la vendita diretta di prodotti
freschi stagionali : radicchio rosso di treviso, asparagi bianchi e verdi, fragole, zucchine,
pomodoro, fagiolini, peperoni, melanzane.

Risultato immagini per radicchio rosso ortaggi di nonna carla"

La mozzarella di bufala Tre Comuni alla Pizzeria Luppolo Selvatico


Alessandro Ramon,nume tutelare della Pizzeria Luppolo Selvatico di Pero di Breda di Piave (TV),
interpreta le pizze proposte alle giornate di presentazione del Percorso Internazionale I Mulini del Gusto e le Vie della Pizza,con la mozzarella di bufala dell'azienda agricola  3 Comuni.
La degustazione è organizzata da Borghi d'Europa in occasione del progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura', patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica-Forum Intergovernativo
per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica) e da ESOF2020 EurioScience
Oper Forum Trieste.


"L’azienda agricola Tre Comuni vanta una storia assai lunga, di cui va orgogliosa. Nasce dalla tenace volontà di tre fratelli trevigiani: Eros, Ivan e Miscel Minato. Poco più che ragazzi, furono introdotti al mestiere di allevatori dal padre Bortolo che si occupava di bovini e per passare poi anche al mestiere di casari. Il signor Bortolo era stato portato dalle circostanze a mandare uno dei figli, poco più che diciassettenne, in quel di Capua, in Campania, dove i migliori mastri casari italiani hanno generosamente scelto di tramandargli i segreti della mozzarella di bufala. Ma solo dopo anni di prove sul campo, studi e tentativi, finalmente il marchio Tre Comuni fu registrato alla camera di commercio di Treviso. Era il 19 giugno 1992.
La mozzarella di latte bufala - si dice - è gelosa e pure timida. È gelosa dei suoi segreti e non le piace che vengano trascritti, ragione per cui il processo attraverso il quale nasce quella autentica è tramandato solo a voce. È timida: non ama le folle e bisogna farla in due. Ecco perché Miscel Minato, di ritorno da Capua, non riusciva a produrne una come si deve. Provava e riprovava ma non si sentiva soddisfatto, pur avendo visto decine anzi centinaia di volte i mastri casari al lavoro. Tornò allora a Capua, testardo, e ricominciò da capo fino a quando uno dei mastri, ormai legati a lui dall’affetto che viene dalla condivisione della fatica quotidiana, affascinato dalla tenacia del ragazzo, non decise di seguirlo a Treviso portandosi un secchio di siero. Là, dopo essersi appartato in solitudine con Miscel, volle rivelargli finalmente il suo segreto. Fu così che nacque la prima vera mozzarella Tre Comuni.
Perché Tre Comuni? Perché l’azienda nasce in una zona di confine fra tre diversi comuni e perché i fratelli che ne sono l’anima sono proprio tre. Oggi l’azienda conta 18 dipendenti, 950 capi di bestiame distribuiti in 3 allevamenti, e dei valori da portare avanti: la qualità, la freschezza e la genuinità. Che non sono parole vuote facilmente rivendibili ma convinzioni profonde per i fratelli Minato, che lavorano secondo coscienza e secondo natura, offrendo sempre una mozzarella fresca di giornata, ovvero di latte di bufala munto nelle 12 ore precedenti, non un minuto di più.
I riconoscimenti non si sono fatti attendere e la distribuzione va a gonfie vele mentre un numero sempre maggiore di consumatori fa espressa richiesta del marchio Tre Comuni. In più, questo caseificio ha qualcosa di speciale: lavora la mozzarella a vista e produce su richiesta e su misura. Il cliente che si reca nel negozio (link alla pag “dove siamo”) può vedere, grazie a delle grandi vetrate, quello che succede nel laboratorio e scegliersi la mozzarella più attraente o addirittura chiederne una su misura, che verrà fatta sotto ai suoi occhi."